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La Lucania

  Giovanni De Gregorio, detto il Pietrafesa

'Pietrafisianus', si firmava così Giovanni de Gregorio, ricordando il luogo di origine, Satriano, l'antica Pietrafesa.


 

Giovanni De Gregorio, o Pietrafesa, è stato un pittore lucano. Attivo nel Regno di Napoli tra la Basilicata, il Principato Citra (Salerno) e l'alta Calabria fra il 1608 e il 1653, è stato un artista della scuola napoletana. Il Principato Citra o Principato Citeriore fu un'unità amministrativa, prima, del Regno di Sicilia, poi, del Regno di Napoli, quindi, del Regno delle Due Sicilie.

De Gregorio nasce a Petra-fixia, l’antica Satriano di Lucania, tra il 1579 e il 1580, come si ricava da un atto notarile del 27 settembre 1595, nel quale si afferma che egli, figlio di Michele, impiegato nella regia dogana delle pecore, all’età di 15 anni frequentava la bottega napoletana di Fabrizio Santafede. Presso la bottega del pittore napoletano Fabrizio Santafede rimase sei anni. Frequentò assiduamente la pinacoteca del principe Matteo di Capua e s'estasiò davanti a quel "Cristo" di Sebastiano del Piombo, dal quale avrebbe tratto il modello della sua religiosità e delle sue immagini. Si dedicò alla pittura con passione e con scrupoloso studio, cui aggiunse una vasta cultura e una profondo senso religioso della vita.

Dopo essere ritornato in Basilicata si trasferisce a Vineola, oggi Pignola, dove sposa una donna di Pignola ed ebbe due figli. Apre la sua bottega, scuola per altri artisti tra i quali Giuseppe De Gregorio suo figlio adottivo, Girolamo Bresciano da Pietragalla e Francesco Romano da Laurenzana. La sua produzione pittorica è attiva tra la provincia della Basilicata e quella di Principato Citra (Salerno). La sua prima opera firmata che si conosce è La Pietà del 1608, realizzata per la chiesa di S. Francesco di Potenza. Ma certamente c’è un vuoto da colmare, dopo il 1601, anno in cui termina la sua formazione nella bottega di Santafede. Dal 1608 al 1653 realizza numerose opere spostandosi in diverse località del Regno di Napoli.

Muore nel 1656 all'eta' di 67 anni colpito da peste a Pignola e riposa, secondo Costantino Gatta, nella chiesa madre di Pignola.

Ecco la trascrizione dell’epigrafe sulla tomba del pittore, sepolto nella chiesa parrocchiale di Pignola, trascritta da Costantino Gatta nelle “Memorie topografico-storiche della Provincia di Lucania”: JOANNES DE GREGORIO PICTOR EXCELSUS PETRAFESIANUS HIC JACET EXANIMUS IX CALEN, NOVEMBRIS MDCXLVI AETATIS SUAE VERO ANNORUM SEPTUAGINTA SEPTEM. Il Gatta potrebbe aver erroneamente trascritto SEPTUAGINTA SEPTEM (77 anni) al posto di SEXAGINTA SEPTEM (67 anni) il che indurrebbe a pensare che Giovanni De Gregorio sarebbe morto nel 1646 all’età di 67 e nato nel 1579 oppure il Gatta potrebbe aver sbagliato a trascrivere MDCXLVI (1646) piuttosto che MDCLVI (1656) ipotesi che, lasciando invariati l’età del pittore al tempo della morte e la data di nascita, comporta lo spostamento di dieci anni più avanti della data della sua morte.

Giovanni De Gregorio condivide con Pietro Antonio Ferro e Donato Oppido il primato nel panorama pittorico lucano della prima metà del Seicento. Giovanni De Gregorio è l’unico dei tre pittori noto alla storiografia del Settecento, in particolare al De Dominici che lo sdoppia parlando sia di un certo Pietro Afesa che di Giovanni De Gregorio.

Ecco come ci descrive il primo: “Pietro Afesa della provincia di Basilicata fu ottimo pittore e fiorì circa nel 1650. Vi sono sue pitture nella chiesa dei frati conventuali di Marsico Nuovo ove il quadro dell’Altare Maggiore, che rappresenta l’Assunta, è opera lodatissima dagli intendenti. Così dipinse in altre chiese del Vallo di Diana, e nella città di Sala ove la chiesa di S. Sofia, oggi diruta ed abbandonata, è tutta dipinta a fresco da lui, con freschezza mirabile di colore, ed una vaghezza che incanta, massimamente ne’ panni cangianti che son meravigliosi. Dipinse ancora la Cappella di S. Prisco fuori di detta città anche diruta ed abbandonata, ove vi sono ancora figure bellissime, che si conservano ad onta del tempo, perlochè delle sue opere riportò sommo vanto. Costui fece i suoi studi per la Lombardia, e capitando in una città di quelle parti udendo la fama di un tal Pittore per vederlo operare vi si accomodò per servitore: ma vedutolo bozzare e ritoccare un quadro, se ne fece beffe, e colto il tempo, in cui il padrone non era in casa, gli dipinse una mezza figura che da lui fu ammirata; e così divulgassi il caso; dipinse in quella, ed in altre città, opere molte; ma sempre perseguitato d’avversa sorte, attesochè eran scarsamente riconosciute le sue virtuose ed onorate fatiche, e finalmente assai povero si morì”.

Del secondo il De Dominici fa la seguente descrizione: “Giovanni de Gregorio della terra di Pietrafesa, 12 miglia lontano da Potenza, nella Calabria, si dice che fusse della scuola Caraccesca e fiorì nel 1600. Vedendosi nella nominata Città di Potenza il chiostro de’ Padri Conventuali dipinto con tal maestria, e bellezza, che i Professori medesimi ne cantano le laudi, asserendo esser ben intense queste pitture de’ precetti dell’arte, e soprattutto, elle son disegnate a meraviglia, e ben messi insieme i componimenti, leggendosi il nome di questo Pittore tra l’albero della Religione, ed il quadro dove è espresso il miracolo… ed ivi è scritto JOANNES DE GREGORIO, TERRAE PETRAE FUSIAE PINGEBAT, ANNO DOMINI M.DC.IX. Di costui vedesi ancora nella Terra del Vallo di Diana fuori delle mura vicino alla Città di Sala una chiesuola mezza diruta, e dimessa dagli usi sacri, e perciò abbandonata, alcune pitture maltrattate bensì più dall’umido e dal malgoverno di detta Chiesa, che dal tempo, ma che alcune figure ad onta di tante disgrazie si conservano benissimo, e fra queste due S. Vescovi, così freschi dipinti, che sono meravigliosi. Così nella Chiesa di S. Sofia della mentovata Città di Sala, anche dismesdsa, e diruta, vi sono pitture di Giovanni de Gregorio, che come apportan lode al suo nome, così fanno compassione per vederle così malamente trattate”.

Le opere del Pietrafesa si trovano nelle attuali province di Potenza e Salerno. Sul territorio lucano si possono ammirare numerose opere di sua mano, molte delle quali autografe. Tra le più antiche, eseguite nei primi anni del 1600, sarebbero gli affreschi dei chiostri dei conventi di S. Francesco a Potenza, scomparsi, e di Tito, 1606. Successivi sarebbero i dipinti della chiesa di S. Antonio La Macchia di Potenza, un San Francesco ed un S. Antonio firmato e datato 1608, conservati nella chiesa del Rosario della città, e le altre opere potentine: la Madonna dei Mali, già nella chiesa della Trinità ed ora nel Museo Provinciale, firmata e datata 160?, l'Annunciazione in S. Michele, firmata e data 1612, la Pietà della chiesa di S. Francesco. Dello stesso periodo sono la Madonna del Rosario della Parrocchiale di Pignola, il S. Antonio della Parrocchiale di Missanello, firmato, l'Incoronazione della Vergine nella chiesa di S. Antonio ad Anzi, firmata e datata 161?. Del 1620 è la tela della Vergine che consegna la stola a S. Ildefonso, nella Parrocchiale di Abriola, del 1626 gli affreschi in S. Giovanni Battista in Balvano, del 1629 l'Incoronazione della Vergine nel convento di Tito, a cui vanno accostati gli affreschi dell'Annunziata a Cancellara, quelli di Satriano, la Madonna del Rosario della chiesa dell'Assunta ad Albano, il S. Antonio del 1631 nel convento di Pietrapertosa, la Deposizione di Moliterno e ancora la Madonna col Bambino, S. Giovanni Battista e S. Carlo Borromeo nella chiesa di S. Lucia ad Anzi, firmata. Vi sono sue pitture nella chiesa dei frati conventuali di Marsico Nuovo ove il quadro dell’Altare Maggiore rappresenta l’Assunta. Tante opere firmate e diffuse nel territorio lucano ma anche nel Cilento, a Polla, Eboli, Sala Consilina e altrove testimoniano indubbiamente il successo del pittore e della sua formula artistica. Per soddisfare le numerose committenze dové dirigere una bottega con aiutanti ed allievi, forse proprio a Pignola dove si spense lasciando quelle che potrebbero essere le sue ultime opere: un Crocifisso con Santi e una Madonna con Bambino e Santi nella chiesa parrocchiale. I suoi modi si diffondono fino al '600 inoltrato per tutta la regione attraverso l'attività di Filiberto Guma da Pignola, che potrebbe essere il Pietra Afesa menzionato dal De Dominici o un altro, distinto, pittore Attilio De Laurentis da Montemurro, Francesco Romano da Laurenzana e Girolamo Bresciano da Pietragalla. Un altro documento d'archivio testimonia l'esistenza di Giuseppe de Gregorio che si dichiara figlio di Giovanni e pittore egli stesso, movendoci ad accettare l'ipotesi che sia lui il più accreditato a firmarsi 'Petrafisianus' operando nella scia paterna qualche anno più tardi. La ragione di questa fortuna va ricercata nello stile del pittore, intriso di naturalismo sofisticato derivante da influssi fiamminghi come mostrano i toni cromatici vivi, con la luce che indaga ogni particolare degli oggetti rappresentati.

Le più belle opere del Pietrafesa che si possono ancora ammirare oggi sono disseminate nelle chiese e i conventi della Basilicata, ricordiamo, suddivise per comune:

> Satriano di Lucania - Madonna con Bambino e Santi Chiesa di Santa Maria Maggiore, > Pignola Ruoti: Chiesa Madre, Madonna delle Grazie tra i santi Carlo Borromeo e Francesco.

> Tito: presbiterio della Chiesa di Sant'Antonio, Incoronazione della Vergine e l'Immacolata; chiostro del Convento, affreschi con le storie di Sant'Antonio.

> Satriano di Lucania: affreschi della Cappella di San Giovanni.

> Brienza: chiesa della Madonna degli Angeli, ciclo di affreschi.

> Sasso di Castalda: chiesa dell'Immacolata, Madonna del Latte e anime purganti. > Sant'Angelo le Fratte: parrocchiale di Santa Maria ad Nives, Madonna del Rosario.

> Picerno: Chiesa Madre, Natività.

> Pignola: chiesa di Santa Maria Maggiore, Crocifisso fra San Giovanni e San Carlo, Madonna del Carmine, Madonna del Rosario, Misteri, Madonna con i santi Gennaro Stefano e Nicola.

> Abriola: chiesa di Santa Maria Maggiore, Donazione della stola a S. Idelfonso.

> Calvello: chiesa di Santa Lucia, Madonna col Bambino tra i santi Giovanni e Carlo, Trinità fra angeli e San Pietro e San Paolo, Trinità e Incoronazione della Vergine.

> Albano di Lucania: chiesa Madre, Madonna del Rosario e Misteri.

> Pietrapertosa: convento di San Francesco, Sant'Antonio.

> Moliterno: chiesa di Santa Croce, Deposizione dalla Croce.

> Missanello: parrocchiale di San Nicola Magno, Sant'Antonio.

> San Martino d'Agri: convento di Sant'Antonio, Crocifisso, Città fortificata.

> Rivello: convento di Sant'Antonio, ciclo di affreschi.

> Cirigliano: cappella del Castello, Madonna col Bambino e santo vescovo.

> Ripacandida: chiesa di San Donato, Madonna degli angeli.

> Potenza - Chiesa di San Michele.

Situata a pochissimi passi dalla centrale via Pretoria, in via Rosica, è un bel monumento d’arte romanica, dalle linee essenziali e severe. Si erge tra le vecchie case del borgo medioevale. L’interno è a tre navate con tre absidi scandite da dodici pilastri quadrati che sorreggono archi a tutto sesto e conserva opere di eccezionale valore artistico. La bella tela con l’“Annunciazione” realizzata da Giovanni de Gregorio, detto il Pietrafesa nel 1612, e la “Madonna del Rosario e Misteri” del pittore potentino Antonio Stabile.

> Potenza - Chiesa della S.S. Trinità.

Sempre nel centro storico, un’altra tappa fondamentale del tragitto alla scoperta dei luoghi sacri della città è la Chiesa della Santissima Trinità documentata già nell’XI secolo, anche se l’aspetto attuale è il frutto della ricostruzione avvenuta dopo il terremoto del 1857 che fece crollare quasi completamente l’antica chiesa. Nella chiesa era custodita anche una “Madonna dei Mali” di Giovanni De Gregorio detto il Pietrafesa che dopo un accurato restauro oggi è conservata al Museo Provinciale di Potenza.

> Eboli (SA) - La chiesa di S. Anna.

L’ex convento di S. Antonio, fondato dai Frati Minori nel lontano 1233 in località Paterno, è uno dei più antichi della provincia di Salerno, la chiesa annessa e' intitolata a S. Anna. Sull’altare principale di marmo costruito nel 1858 vi è l’opera chiaramente più importante, ossia un dipinto del noto artista Giovanni de Gregorio. L’opera che raffigura “l’Assunzione della Vergine” è una delle più belle che si possono ancora ammirare in Eboli. L’Assunzione della Vergine di Eboli (cm 200x160), è realizzata qualche anno prima del 1630. La figura dell’Assunzione della Vergine di Eboli che si staglia su un fondo luminoso è dipinta sopra delle nuvole, sorretta dalle mani di due angioletti festanti, tutt’attorno quattro angeli sonanti ed ancora altri due angioletti festanti. Il suo sguardo è rivolto al cielo con le braccia aperte in atteggiamento di umile preghiera; sulla parte superiore della tela quattro testine alate fanno da decorazione alla composizione in un modo di dipingere insolito e quasi unico per l’artista lucano.

“Petrafisianus pingebat“ - Le principali opere di Giovanni de Gregorio, detto il Pietrafesa:

> La Pieta' (1608) - Chiesa di San Francesco, Potenza

> S.Antonio (1608) - Chiesa della Madonna del Rosario, Potenza

> Madonna dei Mali (1608) - Museo Provinciale, Potenza

> Madonna della Consolazione con i Santi Agostino, Stefano, Maria Maddalena e Monica (1610) - Chiesa di S. Stefano, Sala Consilina

> S. Francesco, S. Leonardo e scene di santi francescani (1611) - Chiesa conventuale dei Cappuccini, Polla.

> Annunciazione (1612) - Chiesa di S. Michele, Potenza

> Apparizione del Bambino a S. Antonio da Padova (1613) - Chiesa parrocchiale, Missanello.

> Madonna delle Grazie e Santi Onofrio e Carlo Borromeo (1615) - Chiesa di S. Stefano, Sala Consilina.

> Trinita' incoronazione della Vergine (1615-1620) - Chiesa di S. Antonio, Anzi

> Donazione della pianeta a S. Idelfonso da Toledo (1620) - Chiesa parrocchiale, Abriola

> Affreschi nella Chiesa di San Giovanni Battista a Pietrafesa (1626)

> Deposizione dalla Croce (1627) - Chiesa di S. Sofia, Castelcivita

> Incoronazione della Vergine (1629) - Chiesa di S. Antonio, Tito

> Apparizione del Bambino a S. Antonio da Padova (1631) - Chiesa di San Francesco, Pietrapertosa

> Polittico francescano della chiesa conventuale di Piaggine (1633)

> Madonna con Bambino e i Santi Francesco d'Assisi, Lorenzo e Gaetano (1649) - Chiesa conventuale di S. Antonio, Balvano

> Crocifissione con S. Domenico, (1653) - Chiesa delle Domenicane, Matera

> Vi sono sue pitture nella chiesa dei frati conventuali di Marsico Nuovo, ove il quadro dell’Altare Maggiore rappresenta l’Assunta.

Opere attribuite

Natività - Chiesa Madre del Sacro Cuore e San Michele Arcangelo, Sant'Angelo Le Fratte;

Madonna di Costantinopoli e le SS. Caterina e Barbara - Convento dei Cappuccini, Polla;

Madonna con Bambino tra i SS. Giovanni Battista e Carlo Borromeo - Chiesa di S. Lucia, Anzi;

Madonna del Rosario - Chiesa S. Maria Assunta, Albano di Lucania;

Affreschi nella chiesa di S. Maria degli Angeli, Brienza;

Affreschi nel convento di S. Antonio, Balvano;

L’Immacolata - Chiesa dei Cappuccini, Castelcivita;

L'Assunzione della Vergine (1630 circa) - Chiesa di S. Anna, Eboli;

Apparizione della Vergine a S.Felice da Cantalice - Chiesa di Sant'Antonio, Castelcivita;

Affreschi nella chiesa della SS. Annunziata, Cancellara;

La Deposizione - Chiesa Santa Croce e Convento Frati Cappuccini, Moliterno;

Trinità terrestre - Chiesa parrocchiale, Castelmezzano;

Madonna del Rosario - Chiesa Madre del Sacro Cuore e San Michele Arcangelo, Sant'Angelo Le Fratte;

L’Eterno Padre - Chiesa dei SS. Matteo e Margherita, Sicignano degli Alburni.

Natività (1641) - Chiesa di S. Nicola, Picerno

Museo Multimediale "Il Palco dei Colori"

Nell'agosto del 2012, all'interno della Rocca Duca di Poggiardo a Satriano di Lucania, è stato inaugurato un Museo Multimediale legato alla vita e all'opera dell'artista, nativo di Pietrafesa (antico nome dell'attuale Satriano di Lucania).

Il "Palco dei Colori", realizzato da Labirinto Visivo, ricostruisce il percorso artistico del più importante pittore lucano del Seicento, attraverso la digitalizzazione in alta risoluzione di tutte le sue opere. In uno degli ambienti è possibile attraverso desk multi-touch, ammirare con estrema nitidezza ogni dettaglio delle tele e degli affreschi. Ciascuna opera è corredata da una scheda critica, un atlante simbolico e uno studio sui paesi dove il pittore ha lasciato traccia, così da delineare un percorso d’insieme che “racconta” il Pietrafesa e la società in cui ha vissuto e operato. Il museo virtuale di Satriano, parte del progetto ‘Il parco dei colori del Pietrafesa’, è nato dall’esigenza di donare nuova visibilità al patrimonio di cultura e arte che impreziosisce chiese e palazzi della Basilicata e si configura come un nuovo e moderno polo di attrazione turistico-culturale per il territorio. Un contenitore pensato per ospitare tra l’altro laboratori didattici per le scuole. La galleria virtuale, invertendo i canoni classici della fruizione museale e rendendo lo spettatore protagonista nella scelta dei contenuti artistici, sarà luogo in cui conoscenza scientifica ed emozioni personali si fonderanno al fine di arricchire e diffondere cultura. Il visitatore si troverà coinvolto in un percorso ricco di suoni, colori ed impressioni. Oltre 40 le opere digitalizzate, in altissima definizione tra Basilicata, Campania e Calabria, e custodite in tavoli touchscreen nelle sale del museo. Tra le opere in mostra anche diverse novità assolute come un autoritratto del pittore, rintracciato tra gli affreschi del Convento di Sant'Antonio a Balvano, una tela di S. Francesco oggi conservata nel Convento dell’Immacolata dei frati Cappuccini a Salerno e Il Volto Santo, una tela presente nella chiesa di San Nicola di Bari, a Castelcivita. Un percorso ricco di emozioni: il visitatore sarà infatti accompagnato, nel suo viaggio dallo stesso pittore Giovanni De Gregorio attraverso uno specchio verticale grande 80 pollici. Attraverso un video-ambiente lo spettatore sarà proiettato in una dimensione, in cui immagini, giochi di luci e musica si rincorrono in un flusso incessante ed ipnotico.