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La Lucania

  Mauro Masi

Mauro Masi (Potenza 1920 - Roma 2011), uno dei maggiori pittori lucani del Novecento, fu deportato nei campi di concentramento.


 

Nato a Potenza il 6 dicembre 1920, Mauro Masi ha cominciato a dipingere fin da bambino. Dopo gli studi classici, nel dicembre del 1939, ha partecipato alla sua prima mostra collettiva con un gruppo di pastelli. Le sue tele cominciano da allora a esplorare i colori e le forme del paesaggio lucano che resta materia della sua costante ricerca artistica.

Dopo la drammatica esperienza della guerra e della sua prigionia nel campo di concentramento come militare, in Polonia e in Germania, espone alcuni ritratti nel lager di Norimberga in una mostra organizzata dagli stessi prigionieri. Con la diaspora postbellica si rifugia a Rivello (Mt). Il suo studio è punto di riferimento di un folto gruppo di intellettuali lucani, tra cui i pittori lucani: Michele Giocoli, Michele Pergola, Remigio Claps, con i quali organizza le prime mostre tra Bari, Potenza e Matera (1946-'47).

Aveva insegnato francese fino nei primi anni Sessanta nelle scuole medie a Rivello, un paese cinquecentesco della Lucania cui è sempre stata legata la sua ispirazione cromatica e paesaggistica. Legato affettivamente a Tricarico fin dagli anni '40, quando conobbe Rocco Scotellaro studente al liceo "Orazio Flacco" di Potenza, anche nei decenni successivi. Masi mantenne sempre rapporti con diverse personalità della cittadina lucana, uno fra tutti, il compianto Rocco Mazzarone. Inoltre, numerose sono le opere che il grande artista ed intellettuale lucano ha lasciato a Tricarico sia in collezioni pubbliche sia private. Vanno ricordati i pannelli che nel 1973 dipinse per il nuovo municipio di Tricarico e le diverse mostre tenute sempre a Tricarico presso il Palazzo ducale nella sede del Centro regionale dei servizi culturali. Ricordiamo l'esposizione degli acquerelli ispirati alle poesie di Scotellaro con catalogo delle Edizioni della Cometa (Roma 1985) e introduzione di Enzio Cetrangolo, nonché la mostra di paesaggi con presentazione di Rocco Mazzarone, realizzata insieme alle opere del pittore tricaricese, suo amico ed allievo, Michele Santangelo.

Del legame con Scotellaro, Mauro Masi amava parlare ricordando il viaggio da Potenza a Tricarico, che fece in bicicletta durante l'estate del 1941 per venire a salutare il suo amico. La sua onestà e vivacità intellettuale hanno rappresentato un punto di riferimento per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Nell'ultimo incontro con gli amici di Tricarico, che lo hanno raggiunto a Rivello dopo la morte della moglie Gilda, che lo aveva particolarmente abbattuto, alla domanda quale posto accupassero nel suo cuore la pittura e la famiglia, rispose ponendole entrambe sullo stesso piano. Era nota, infatti, la cura esemplare e l'amore che nutriva verso la moglie, i figli e nipoti.

Negli anni '60 l'impatto con la grande città, Napoli, ove già aveva partecipato alla mostra «Pittori lucani» con Carlo Levi, Maria Padula, Giuseppe Antonello Leone, Francesco Ranaldi, Remigio Claps (1957). L’impatto con questa città lo porta a riflettere sul lavoro nelle acciaierie e sugli aspetti caotici del traffico e dalla metropoli. Crea in questo periodo cosi' quadri sul lavoro nelle acciaierie, sul caos del traffico e della vita metropolitana e della prima personale presso la Galleria del Ponte, con il patrocinio della rivista «Nord e Sud» di Francesco Compagna (Napoli, 1960). Giunto a Roma nel 1969, continua a rappresentare nei suoi quadri la vita cittadina, in particolare le dimensioni del centro, della periferia e dei cantieri, non dimenticando, grazie ai periodici soggiorni in terra lucana, di annotare le trasformazioni in atto nella società contadina. Gli anni '70 vedono la sua pittura ad olio e ad acquerello impegnata sull'impatto ambientale della società industrializzata italiana, sia nella capitale (il centro, la periferia, i cantieri) che in terra lucana, ove drammatico è il rapporto città-campagna. Tiene mostre alla Galleria '70 di Potenza, a La Scaletta di Matera e a Il Traghetto di Venezia. Appaiono recensioni e disegni su «Civiltà delle Macchine», «Prospettive Meridionali», «Il gatto selvatico», «Almanacchi repubblicani», «Città e campagna». Nel ’70 lavora insieme a Michele Santangelo per il grande polittico del Municipio di Tricarico (Mt) e con lui espone nel Palazzo Ducale della cittadina di Scotellaro (1989). Nell'’80 realizza pannelli per il Municipio di Rivello, per la Sala delle Riunioni del Medio Credito e per l'Università degli Studi della Basilicata. Seguono mostre a Houston, a Bochum (Dusseldorf) nel 1999. Visse a Roma, alternando lunghi soggiorni in Basilicata. Masi prima di essere un pittore è stato, infatti, un intellettuale attento alle cose del mondo ed in particolare del Mezzogiorno, come dimostra la sua pittura dipanatasi per tre quarti di secolo: dai contadini e paesaggi rivellesi, ai paesaggi industriali, alla folla caotica della città e alla periferia romana, ove era collocata la scuola dove insegnava.

Mauro Masi si spegne all'età di 91 anni a Roma, nella notte tra il 2 ed il 3 marzo 2011 e fu sepolto a Rivello, nella terra lucana che ha tante volte ritratto.

Mauro Masi e' stato l’artista che più ha amato la Lucania con i suoi dipinti avidi di forza espressiva, traboccanti di trame antiche come le colline, i paesi, gli uomini lividi di colori. Con Mauro Masi la Lucania perde un artista appassionato ed orgoglioso della sua terra.

Nella sua lunga attività, è stato in contatto con autorevoli esponenti della cultura italiana, fra cui i poeti e critici Leonardo Sinisgalli e Alfonso Gatto che si sono occupati della sua opera. Fra i suoi collezionisti, oltre a innumerevoli privati, importanti istituzioni pubbliche.

Scritti su di lui: Acquarelli di Masi a cura di Giuseppe Appella, All’insegna del pesce d’oro, Milano 1980; La Lucania di Scotellaro con testo di Enzio Cetrangolo, Edizioni della cometa, Roma 1984; Paesaggi lucani di Mauro Masi, a cura di Carlo Belli, Edizioni della cometa, Roma 1986.

Il poeta Alfonso Gatto così lo presentava nel mese di agosto del 1969: “c’è la Basilicata, c’è il Sud, c’è l’accusa, la speranza nell’opera di Mauro Masi: ma tutto questo sarebbe buona intenzione se non ci fosse qual è, la sua pittura leale per quanto è certa, perseguita nella difficoltosa e lieta vicenda di segno, di colore, di luce”.

Giuseppe Appella nel suo saggio “ Acquarelli di Masi”, scrive: “Si astrae dalla realtà cronistica per dar rilievo alle forme in assoluto, concentrando così nella medesima immagine l’estate e l’inverno, il giorno e la notte. Mauro Masi è un pittore segreto che dalla strada tracciata da Van Gogh è andato ben oltre i risultati degli altri pittori lucani". Il critico ha anche sottolineato la necessità di una mostra antologica sull’opera di questo artista schivo e dal forte sentimento morale che, negli anni, è stato vicino a molti poeti, intellettuali e artisti.

Leonardo Sinisgalli, che ha pubblicato molti suoi disegni nella rivista «Civiltà delle macchine», ne sottolineava il rapporto con l'impressionismo e in particolare con Matisse, Klee e Cézanne. Per dipingere gli acquarelli, testimoni di un rapporto quasi fisico con la natura, percorreva le montagne e aveva sempre con sé un taccuino su cui disegnava.



“Il paese e il pittore: Mauro Masi a Rivello””

RIVELLO – Pur essendo originario di Potenza, il maestro Mauro Masi aveva fatto di Rivello la sua “patria elettiva”, l’ambientazione privilegiata per le sue opere, molte delle quali ritraggono volti, paesaggi e momenti di vita del luogo. Il paese, a due anni dalla morte dell’artista, omaggerà questo suo illustre cittadino, al quale nel 2000 fu conferita la cittadinanza onoraria, con una mostra dal titolo “Il paese e il pittore: Mauro Masi a Rivello”. L’esposizione, sarà inaugurata sabato 10 agosto, a partire dalle 18, all’emporio Orenga, in piazza Umberto I a Rivello e sarà visitabile fino al 25 agosto. Le opere selezionate, che rappresentano volti di familiari, immagini sacre e scorci del borgo, sono quelle che meglio raccontano lo speciale rapporto creatosi tra il pittore e quello che, senza dubbio, si può ormai considerare il “suo” paese. “Da quando Mauro Masi ci ha lasciato, abbiamo intimamente sentito quanto grande fosse il suo lascito e quanto grande il nostro debito di rivellesi e lucani nei suoi confronti…l’associazione La Biblioteca Rivellese si è fatta promotrice di questa piccola mostra che, pur nella sua modestia ed inadeguatezza, intende contribuire a rompere quel silenzio che questi tempi, non facili per la cultura e la società in genere, alimentano e a rilanciare non il ricordo ma la presenza viva di Mauro Masi a Rivello e in Basilicata, affidando alla speranza di future, più significative iniziative, quelle più ampie prospettive che la sua arte, niente affatto provinciale, merita” si legge nella prefazione al catalogo della mostra, curata da Giovanni Filizzola, presidente dell’associazione “La biblioteca Rivellese” che ha organizzato l’iniziativa. Parole di compiacimento sono state espresse anche dal sindaco di Rivello, Antonio Manfredelli, che nell’introdurre il catalogo, ha ricordato il forte legame di Masi con il paese: un artista che, secondo il sindaco, “riusciva a mescolarsi con la gente, con il popolo, con gli uomini e con le donne che coltivavano la terra, dimostrando un attaccamento fuori dal comune al mondo agricolo e contadino”. Nel corso dell’inaugurazione, dopo i saluti del sindaco, prenderanno la parola, oltre a Giovanni Filizzola, Gerardo Corrado, pittore e storico dell’arte, che ha collaborato alla stesura del catalogo e Pancrazio Toscano, dirigente scolastico, amico del maestro Masi. Dopo gli interventi sarà proiettato il cortometraggio “La voce di San Gerardo”, un’intervista realizzata dalla giornalista Annalisa Venditti, in cui il maestro Masi racconta dell’esperienza da lui vissuta nel lager di Biala Podlaska, in Polonia, dove, nonostante le terribili condizioni di prigionia, decise insieme ad altri internati lucani, di realizzare un giornale in cui raccontare la vita nel lager e le speranze per il futuro.

Fino al 25 agosto, la mostra sarà visitabile dalle 18 alle 23.