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La Lucania



Mostre in Lucania

Attuali esposizioni artistiche e archeologiche in Lucania




"Michele Tedesco in mostra"


La mostra presenta per la prima volta l’opera di Michele Tedesco (Moliterno 1834-Napoli 1917), uno dei protagonisti della scena artistica del secondo Ottocento e del primo Novecento italiano , ricostruendone la vicenda biografica. Michele Tedesco si forma a Napoli, vicino a Cefaly, Palizzi, Morelli; partecipa agli eventi risorgimentali e nel 1860 approda a Firenze al seguito della Guardia Nazionale entrando in contatto con i Macchiaioli del Caffè Michelangelo. Fa ritorno in Campania, a metà degli anni Settanta, e qui, tra Portici e Napoli, prosegue senza sosta quella ricerca pittorica che lo porta ad esporre con successo nelle principali città d’arte italiane ed europee, fino agli ultimi anni della sua vita. In questo quadro si delinea il percorso espositivo della mostra che presenta numerose opere inedite e abbraccia tutte le fasi della lunga esperienza artistica del pittore lucano: dalle prove giovanili di ascendenza palizziana, alle esperienze macchiaiole (vicino ad Abbati e Signorini sin dalla prima stagione di Castiglioncello); a quelle che seguono i viaggi in Europa e i contatti con i circoli artistici tedeschi e quelli vittoriani di Londra. La mostra, inoltre, riserva particolare attenzione alla presenza e all’influenza della pittrice tedesca Julia Hoffmann, di cui sono esposte due opere, che Tedesco sposa nel 1873 e con la quale condividerà aspetti rilevanti della propria produzione artistica. In una sezione dedicata, infine, la mostra presenta un nucleo di dipinti sui temi risorgimentali (opere di Cefaly, Capocci, Migliaccio, Lenzi, Martelli, De Nigris), con l'intento di fare luce sul grande sostegno offerto dagli artisti meridionali all’Unità d’Italia e, nello stesso tempo, di evidenziare aspetti peculiari del loro sguardo sul Risorgimento.
Museo Provinciale e Pinacoteca Provinciale, Via Lazio, angolo Piazza Europa, Potenza Orari di apertura: dal lunedì alla domenica ore 9:00/13:30 - 15:30/20:00 sabato ore 11:00/22:00 L'8 marzo sarà consentito a tutte le donne l'ingresso con biglietto ridotto. I servizi offerti riguardano la mostra: - visite guidate su prenotazione - supporto alla didattica (guide e dispense dedicate agli studenti disponibili on-line in versione digitale e presso il bookshop della mostra in edizione a stampa)
: www.tedescoinmostra.it




Mostra “Colori e sogno intorno a Matera” di Athos Faccincani


Mostra “Colori e sogno intorno a Matera” di Athos Faccincani - Esposizione da sabato 12 aprile 2014 a mercoledì 7 maggio 2014. Verrà inaugurata sabato, 12 aprile, alle ore 18.30, negli ipogei di piazza San Francesco, a Matera, la mostra “Colori e sogno intorno a Matera” di Athos Faccincani organizzata dall’associazione “Arte e Arti” con il patrocinio del Comune di Matera. Athos Faccincani nasce a Peschiera del Garda il 29 Gennaio 1951. Negli anni 63-64, ancora tredicenne, inizia a frequentare lo studio del Maestro Pio Semeghini; frequenta poi le scuole tecniche ed è sempre più presente, intorno agli anni 67-69, negli studi veneziani di Novati, Gamba, Seibezzi. Sempre in questo periodo, conosce a Brescia Ottorino Garosio e Angelo Fiessi. Nel 1970 terminati gli studi, si dedica all’equitazione con grande entusiasmo e contemporaneamente alla pratica della pittura fraternamente aiutato da Nantas Salvalaggio. In quegli anni si trova di fronte al primo, doloroso impatto con la realtà sociale e i suoi problemi. Egli entra nel mondo delle carceri, degli emarginati e della malavita, partecipa al clima d’impegno civile e diviene paladino degli handicappati, dei poveri, degli assistiti. Le sue tele, in un indirizzo artisticamente rivolto all’enigma del sentimento umano, ai suoi drammi e alle sue contraddizioni, riassumono colori melanconici e sofferti nella rappresentazione di figure impegnate. Lo studio culmina con lo sviluppo di dipinti sulla "Follia delle attese", e sulla Resistenza: le sue Personali ricevono la visita del Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Nel 1980, dopo un percorso ricco di avvenimenti artistici e letterari inizia un periodo di rigenerazione interiore, di ricostruzione, col passaggio in breve tempo dalla figura al paesaggio. L’attenzione è rivolta inesorabilmente alla natura che Faccincani ama nella sua sacra totalità, diventando suo unico modello. Vi è un mutamento radicale del suo atteggiamento esistenziale e stilistico passando alla produzione di immagini di chiara derivazione impressionista, dai colori puri e accesi, tesi alle motivazioni culturali del 2000: la luce, il sole ed il racconto semplice. E’ una pittura testimone di gioia e di serenità, nel contesto del recupero del figurativo e dei valori interiori. Nel 2008 gli venne assegnato il premio "Personalità europea 2008" nel Campidoglio in occasione della XXXVIII^ edizione della “Giornata d’Europa”. Ha collaborato, con molti pittori emergenti, incluso Stefano Ricciardi, anch'egli siciliano ed autore di opere ispirate all'impressionismo. Lungo l’itinerario espositivo allestito negli ipogei di Piazza San Francesco l’artista proporrà alcuni dei suoi ultimi lavori dedicati a Matera. Una sorta di omaggio al cammino della città dei Sassi verso la candidatura a capitale europea della cultura per il 2019. La mostra resterà aperta dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 14 e dalle 15 alle 22 fino al 7 maggio.



Mostra d’Arte: “Basilicata. Ponte sul mediterraneo”


Tutto questo è raccontato nella mostra “Basilicata. Ponte sul mediterraneo” inaugurata presso il Museo provinciale di Potenza e organizzata dall’associazione culturale Art&venti2012 in collaborazione con l’associazione Yin-sieme. ” 24 gli artisti in mostra che hanno realizzato altrettante opere abbinate a 24 paesi del mediterraneo attraverso simboli, simmetrie e cromatismi. Un originale e sorprendente percorso nel duplice terreno dell’Arte Pubblica: articolato tra gli spazi urbani-aperti della ‘galleria d’arte a cielo aperto’ di viale Dante e quelli istituzionali-chiusi della Pinacoteca provinciale di Potenza, secondo quella caratteristica formula espositiva che Art&venti2012 ha promosso e sostenuto in questi ultimi anni. Questa volta: in collaborazione con l’Associazione Yin-sieme per un progetto di ampio respiro teso ad aprire uno spiraglio di riflessione sul fenomeno dell’emigrazione e sui più complessi percorsi di integrazione. Un evento dedicato ai popoli che condividono l’esperienza di affacciarsi sul mar Mediterraneo e incentrata sui grandi temi dell’identità e della globalità, del rinnovamento positivo di animo, mentalità ed azione, dell’urgenza della cooperazione per la salvaguardia dell’umanità e del pianeta. Proposta al pubblico una rassegna di suggestivi accostamenti tra le riproduzioni delle 24 opere di artisti lucani, chiamati ad esprimersi sul tema attraverso personali linguaggi, ispirazioni, tecniche e ricerche, e le immagini particolarmente rappresentative di ciascuno dei 24 Paesi del bacino del Mediterraneo grazie al diretto coinvolgimento delle Ambasciate di: Albania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Cipro, Crozia, Egitto, Francia, Gibilterra, Giordania, Grecia, Israele, Libano, Libia, Malta, Marocco, Mauritania, Monaco, Montenegro, Palestina, Siria, Slovenia, Spagna, Tunisia, Turchia. Il Mediterraneo come bacino fertile, portatore di valori e della storia dei popoli che vi si affacciano, ma il Mediterraneo anche nella sua accezione più negativa, legata agli ultimi tragici eventi di cronaca, che lo descrivono come tomba di speranza. Ad emergere infatti sono i colori, le bellezze dei paesaggi e il rapporto uomo natura, mentre la Basilicata con le sue diversità è rappresentata come lo specchio dell’intero mondo mediterraneo fatto di montagna che incontra il mare, di segni antichi e di ospitalità calda e discreta. Ma la mostra vuol’essere soprattutto un momento di riflessione sui nuovi equilibri geopolitici, sul movimento interculturale che quasi metaforicamente è associato alle onde del mare nostrum, sul fenomeno dell’emigrazione e sui più complessi percorsi di integrazione. Sulla ‘galleria d’arte a cielo aperto’ di viale Dante la mostra rimarrà in permanenza per i prossimi mesi. Nella preziosa cornice della Pinacoteca provinciale di Potenza la mostra, con le 24 opere nelle forme e dimensioni reali sarà ospitata fino al 14 dicembre.

Antonietta Acierno - Archimia Mediterranea – Fabiana Belmonte - Enzo Bomba – Lucia Bonelli - Giovanni Cafarelli – Gaetano Carriero - Angelo Caruso – Gaetano Dimatteo - Francesco Fai – Anna Faraone – Eleonora Grieco – Maria Lioi – Felice Lovisco - Maria Grazia Montano – Antonietta Montemurro – Giulio Orioli - Vito Palladino – Stefania Riccio – Katia Stain - Maria Grazia Tarulli – Nino Tricarico – Filippo Verova – Teri Volini: sono i 24 artisti lucani che partecipano alla mostra.

LaNuovaTv Basilicata - Mostra Basilicata Ponte sul Mediterraneo Inaugurazione alla Pinacoteca provinciale di Potenza di una collettiva d'arte intitolata "Basilicata Ponte sul Mediterraneo". 24 i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, 24 artisti chiamati a rappresentare, attraverso linguaggi differenti, la policromia di culture che da sempre si incrociano a formare le nostre civiltà. "Basilicata Ponte sul Mediterraneo" è una mostra organizzata dall'associazione Art&venti2012 e dall'associazione Yin-Sieme.



 

POTENZA - 01 Nov 2013 - Rima Almozyyen torna in Basilicata con una singolare esposizione.


Parlare della Palestina, all’indomani dei sommovimenti in atto nel mondo arabo, attraverso i colori caldi e le immagini di donne palestinesi con l’artista Rima Almozyyen. L’artista palestinese ritorna in Basilicata con una mostra di sue opere che presenterà per la prima volta a Potenza. “Non sono un numero” è il titolo della mostra che racconta nelle immagini il protagonismo e la tensione delle donne palestinesi nella rivendicazione di una terra e di uno Stato. L’artista, che ha un lungo curriculum di personali e collettive fatte nel Mondo Arabo e in Europa, di incarichi culturali presso l’Autorità Palestinese, sarà presente alla serata e terrà una conversazione sulla Palestina oggi, condotta dal prof. Tonino Califano. L’iniziativa del Centro Turistico Acli di Potenza, in collaborazione con la Galleria “Porta Coeli” di Acerenza, si terrà domenica alle 18 a Potenza in via Rosica 2.


“Il paese e il pittore: Mauro Masi a Rivello””


RIVELLO – Pur essendo originario di Potenza, il maestro Mauro Masi aveva fatto di Rivello la sua “patria elettiva”, l’ambientazione privilegiata per le sue opere, molte delle quali ritraggono volti, paesaggi e momenti di vita del luogo. Il paese, a due anni dalla morte dell’artista, omaggerà questo suo illustre cittadino, al quale nel 2000 fu conferita la cittadinanza onoraria, con una mostra dal titolo “Il paese e il pittore: Mauro Masi a Rivello”. L’esposizione, sarà inaugurata sabato 10 agosto, a partire dalle 18, all’emporio Orenga, in piazza Umberto I a Rivello e sarà visitabile fino al 25 agosto. Le opere selezionate, che rappresentano volti di familiari, immagini sacre e scorci del borgo, sono quelle che meglio raccontano lo speciale rapporto creatosi tra il pittore e quello che, senza dubbio, si può ormai considerare il “suo” paese. “Da quando Mauro Masi ci ha lasciato, abbiamo intimamente sentito quanto grande fosse il suo lascito e quanto grande il nostro debito di rivellesi e lucani nei suoi confronti…l’associazione La Biblioteca Rivellese si è fatta promotrice di questa piccola mostra che, pur nella sua modestia ed inadeguatezza, intende contribuire a rompere quel silenzio che questi tempi, non facili per la cultura e la società in genere, alimentano e a rilanciare non il ricordo ma la presenza viva di Mauro Masi a Rivello e in Basilicata, affidando alla speranza di future, più significative iniziative, quelle più ampie prospettive che la sua arte, niente affatto provinciale, merita” si legge nella prefazione al catalogo della mostra, curata da Giovanni Filizzola, presidente dell’associazione “La biblioteca Rivellese” che ha organizzato l’iniziativa. Parole di compiacimento sono state espresse anche dal sindaco di Rivello, Antonio Manfredelli, che nell’introdurre il catalogo, ha ricordato il forte legame di Masi con il paese: un artista che, secondo il sindaco, “riusciva a mescolarsi con la gente, con il popolo, con gli uomini e con le donne che coltivavano la terra, dimostrando un attaccamento fuori dal comune al mondo agricolo e contadino”. Nel corso dell’inaugurazione, dopo i saluti del sindaco, prenderanno la parola, oltre a Giovanni Filizzola, Gerardo Corrado, pittore e storico dell’arte, che ha collaborato alla stesura del catalogo e Pancrazio Toscano, dirigente scolastico, amico del maestro Masi. Dopo gli interventi sarà proiettato il cortometraggio “La voce di San Gerardo”, un’intervista realizzata dalla giornalista Annalisa Venditti, in cui il maestro Masi racconta dell’esperienza da lui vissuta nel lager di Biala Podlaska, in Polonia, dove, nonostante le terribili condizioni di prigionia, decise insieme ad altri internati lucani, di realizzare un giornale in cui raccontare la vita nel lager e le speranze per il futuro.

Fino al 25 agosto, la mostra sarà visitabile dalle 18 alle 23.





Potenza, mostra: “Segni del Potere. Oggetti di lusso dal Mediterraneo nell’Appennino lucano”


Orari: LUNEDI’ 14,00 – 20,00 / DA MARTEDI A DOMENICA 9,00 – 20,00 Dove: Museo Archeologico Nazionale “Dinu Adamesteanu”- Palazzo Loffredo-Via A. Serrao, 11- Potenza

Regione: Basilicata Data inizio: 16 Luglio 2013 Data fine: 31 Dicembre 2013 Costo del biglietto: intero € 2.50, ridotto € 1.25

Nuovi tesori scoperti in Basilicata, tesori che parlano di un passato ricco di storia. L’eccezionalità delle scoperte effettuate in una delle zone più suggestive della Basilicata: la Torre di Satriano (Tito). La mostra presenta le eccezionali scoperte effettuate dalla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università della Basilicata a Torre di Satriano (Tito), dove è stata rinvenuta una dimora “principesca” databile al VI sec. a.C. L’attenzione è rivolta ai segni del potere, le espressioni di prestigio e di status del capo della comunità e della sua famiglia, provenienti non soltanto dal palazzo ma anche dai corredi delle tombe poste nelle immediate vicinanze. Seguendo questo filo conduttore, che mette in luce le manifestazioni del lusso mediterraneo, si espongono inoltre le recenti acquisizioni della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata: il corredo restaurato della tomba 103 di Braida di Vaglio e le due anfore attiche, appena scoperte, della tomba 35 di Baragiano. Sono presentati per la prima volta al pubblico manufatti dallo scavo di Torre di Satriano, diretto da Massimo Osanna, insieme a recenti acquisizioni della Soprintendenza lucana da Baragiano e Vaglio, tutti reperti di straordinario rilievo per la storia del territorio. Immagini e segni del potere tra VII e V secolo a.C. per gli straordinari restituiti dagli scavi di Torre di Satriano. Di particolare rilievo è, oltre alla complessa decorazione architettonica della residenza del “principe” di Torre di Satriano, l’arredo interno del complesso, giunto intatto perché sigillato sotto l’imponente tetto crollato a causa di un terremoto, che, come a Pompei per l’eruzione del Vesuvio, ha conservato nella condizione originaria l’interno della dimora del “principe”. – Si ‘entra’ così negli spazi della vita del ‘principe’ e si percepisce il lusso della comunità, un lusso fatto di oggetti dalle più disparate provenienze. Magna Grecia, Grecia, Etruria, Anatolia i luoghi di origine dei vasi da mensa agli strumentari per la convivialità, degli oggetti di ornamento femminili e delle armi maschili. Dal palazzo alla tomba: i corredi delle tombe mostrano anch’essi i segni del potere del ‘principe’. -. Una campagna di scavi che svela ancora meglio come in questo territorio vivesse una società internazionale. Il libro “Segni del Potere” accompagna la mostra archeologica presso il Museo Archeologico Nazionale “D. Adamesteanu” di Potenza, che presenta le scoperte, in gran parte inedite, delle ultime campagne di scavo nella residenza principesca del VI secolo a.C. scoperta a Torre di Satriano, nonché nuove acquisizioni dalle aree sepolcrali di Braida di Vaglio e Baragiano. Si porta l’attenzione sui segni del potere e del prestigio e i complessi cerimoniali che caratterizzano la vita e la morte delle élites di rango al vertice della comunità, e si fa luce sugli spazi della vita del “principe” sul lusso nel quale viveva chi comandava all’interno delle comunità arcaiche dell’area nord-lucana, lusso di oggetti dalle varie provenienze: Magna Grecia, Grecia, Etruria, Anatolia. Dai vasi da mensa agli strumentari delle forme di convivialità, agli oggetti di ornamento femminili alle armi maschili, tutto è avvolto in un’aura di esoticità e raffinatezza.

La mostra è visitabile sino al 31 Dicembre 2013

Clicca per vedere un video su Youtube della mostra:




Capolavori del Settecento Napoletano della Collezione “Camillo d’Errico” di Palazzo San Gervasio (PZ)


85026 Palazzo San Gervasio, provincia di Potenza, Palazzo d’Errico, Corso Manfredi, Nr. 112

Dal 18 luglio al 20 ottobre 2013.

La mostra Capolavori del Settecento Napoletano della Collezione “Camillo d’Errico” di Palazzo San Gervasio, nello storico Palazzo d’Errico. La mostra, a cura della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici Etnoantropologici della Basilicata, che si è occupata anche della movimentazione delle opere e dell’allestimento, è stata ideata da Silvia Padula, storico dell’arte di questo Istituto e responsabile della zona del Vulture. La rassegna, fortemente voluta dall’Ente Morale ‘Biblioteca Pinacoteca e Biblioteca Camillo d’Errico’, ha l’obiettivo di far conoscere la complessità e la ricchezza della pittura del Settecento partenopeo, riconosciute dagli studi solo nell’ultimo quarto del secolo scorso [a partire dalla grande mostra napoletana del 1979], attraverso una straordinaria selezione di opere, tra le quali spiccano alcuni famosi ritratti di Gaspare Traversi, come la ‘regale’ Contadina, scelta come immagine guida dell’esposizione. Il percorso della mostra, in cui sono esposti 41 dipinti, si snoda negli ambienti di rappresentanza del bel Palazzo di Camillo d’Errico e della sua famiglia, testimoniando ed illuminando i principali generi che hanno caratterizzato il secolo dei Lumi e della dominazione borbonica.

La mostra rimarrà aperta fino al 20 ottobre 2013

Palazzo San Gervasio (PZ) – Palazzo d’Errico, situato in Corso Manfredi

Palazzo San Gervasio è un paese della Basilicata orientale, che sorge nei pressi dello spartiacque tra i fiumi Bradano e Ofanto ed è considerato il principale centro dell’alto Bradano. Confina a Nord con il territorio di Montemilone, a Sud con l’agro di Banzi, a Ovest con il Vulture, in particolare con i centri di Venosa e Maschito, la più pregiata zona di produzione dell’aglianico, a Est con la Puglia, con il territorio di Spinazzola. La collina su cui sorge il paese è a 483 m. sul livello del mare e domina un paesaggio molto ampio che si estende tra i rilievi del Vulture e delle Murge.

I mille metri quadri sui quali si sviluppa il palazzo adattati alle esigenze di un efficiente museo, accolgono un evento espositivo innovativo per una nuova concezione di fare cultura in Basilicata. L’ esposizione dei quadri della Collezione d’Errico si configura come il più innovativo piano di conservazione e valorizzazione implementato in Basilicata, uno di quei rari casi in cui si unisce l’intervento conservativo e di valorizzazione di un vasto patrimonio storico come la Collezione d’Errico. Camillo d’Errico, di nobili e antiche origini, lascio’ la più grande raccolta d’arte privata del Meridione: La Pinacoteca e Biblioteca “Camillo d’Errico”. Camillo d’Errico fu un cultore dell’arte e del sapere. La grande raccolta dei dipinti da lui allestita annovera tele tra cui opere della scuola napoletana di Salvator Rosa, Massimo Stanzioni, Luca Giordano, Micco Spadaro; della scuola romana di Guido Reni, Carlo Dolci, Carlo Maratta; della scuola bolognese del Guercino e i fratelli Agostino e Annibale Caracci; della scuola fiamminga di Antonio Van Dick, Pieter Brueghel il Vecchio, Pieter Snayers; della scuola spagnola di Diego Rodriguez de Silva y Velásquez e josé de Ribera detto lo Spagnoletto. Non mancano, infine, dipinti delle scuole francese e tedesca.


Potenza, una collettiva d’arte dedicata alle donne: “La Virtù e il Desiderio. Omaggio alla Donna”.


La bellezza e la sensualità dell’universo femminile interpretate su tela da 12 artisti della pittura figurativa contemporanea. Questi i temi della rassegna d’arte curata da Grazia Pastore, dal titolo “La Virtù e il Desiderio. La mostra, inserita nel cartellone delle manifestazioni del “Maggio Potentino 2013”, è promossa dalla Biblioteca Nazionale di Potenza, dall’International Inner Wheel e dall’Unitre di Potenza. L’evento ha i patrocini del MIBAC – Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Basilicata, del Comune di Potenza- Città Cultura e dell’APT (Azienda di Promozione Territoriale) di Basilicata.

La collettiva di pittura sarà visitabile nella Sala mostre della Biblioteca Nazionale di Potenza fino al 15 giugno prossimo con ingresso libero, dal lunedì al venerdì ore 9.00-19.00, e sabato dalle 9.00 alle 13.30.

Nell’occasione e’ stato presentato l’opuscolo “Il sentimento e la passione” della poetessa Anna Teresa Laurita, 6 poesie dedicate al tema della rassegna d’arte, alcune delle quali sono state lette da Anna Maria Basso.

La Virtù e il Desiderio. Omaggio alla Donna”, ecco i 12 maestri che espongono le loro opere:

Antonio CARAMìA <> Bruno DI MAIO <> Giulio GIORDANO <> Massimo LANCIOTTI <> Giuseppe MALLìA <> Francesco PALMA <> Raffaele RICCI <> Claudio SACCHI <> Rocco SANTACROCE <> Rocco SMALDONE <> Giacomo SONAGLIA <> Gianni STRINO

Informazioni Evento:

Data Inizio:13 maggio 2013 Data Fine: 15 giugno 2013 Costo del biglietto: ingresso gratuito Per informazioni 0971.394228/11 Prenotazione: Nessuna Luogo: Potenza, Sala Mostre Biblioteca Nazionale Orario: lunedì – venerdì ore 9.00-19.00, sabato dalle 9.00 – 13.30 - Dove: Sala Mostre Biblioteca Nazionale Città: Potenza Indirizzo: via del Gallitello 103 Potenza Provincia: PZ Regione: Basilicata

La visita alla mostra può rappresentare l’occasione per conoscere da vicino una Basilicata per molti versi ancora inesplorata.




Guardia Perticara: Archeologia di un centro Enotrio


“Prima dell’arrivo dei greci la regione non era abitata dai Lucani, ma da Enotri e Choni”. Strabone (I sec. a.C.), Geografia dell’Italia.

Gli straordinari risultati dello scavo della necropoli enotria di Guardia Perticara hanno rilvelato l’avanzata civiltà di questo comparto dell’Enotria antica tra VIII e V sec.a.C.,inserita in una vasta rete di circuiti culturali estesi dall’ Europa continentale al mondo egeo-balcanico. Proprio per promuovere e far conoscere l’importante patrimonio di civiltà riscoperto questa esposizione è dedicata agli abitanti di Guardia Perticara e ai cittadini della Basilicata, eredi dell’Enotria di un tempo. La mostra è stata organizzata dal Comune di Guardia e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata in collaborazione con la Regione Basilicata e l’Apt Basilicata.

Tra le tante proposte culturali in Lucania, la Valle del Sauro propone la mostra archeologica “Guardia Perticara, archeologia di un centro Enotrio”, inaugurata di recente e aperta fino al prossimo 2 giugno 2013. In vetrina, 500 pezzi di grandissimo valore di uno dei più importanti popoli italici dell’Italia meridionale in età pre-ellenica (dall’8° al 6° secolo avanti Cristo), tra cui un copricapo femminile in bronzo dalla modernità impressionante, preziosissime collane di ambra, i classici tempietti votivi in terracotta assolutamente straordinari, i gioielli in pasta di vetro e perfino lo scheletro di un bimbo Enotrio, nell’elegante allestimento di Palazzo Montano. Si tratta di una piccola parte dell’enorme patrimonio di corredi funerari rinvenuto nella necropoli, ai piedi del paese; una testimonianza unica e allo stesso tempo preziosissima per ricostruire usi, costumi e caratteristiche di questo popolo formatosi tra l’età del bronzo e quella del ferro. I ritrovamenti, raccolti ed esposti in questa mostra, hanno un importante valore archeologico soprattutto in considerazione dell’esigua quantità d’informazioni riguardanti la popolazione degli Enotri. Guardia Perticara, e’ la sede di una importante necropoli Enotria (oltre 600 tombe). L’evento si propone di mostrare, attraverso una preziosissima collezione di reperti in ceramica, bronzo e ambra, le tracce di uno dei più importanti (e probabilmente tra i meno conosciuti) popoli italici dell’Italia meridionale, gli Enotri, risultato di un lungo processo di movimenti di popoli, in particolare dall’area balcanica, e di apporti ed influenze dall’area egea e tirrenica. Una presenza, quella Enotria, che si estese su un territorio molto vasto, dalla Calabria fino alla linea Metaponto-Posidonia, ossia dalla foce del Bradano alla foce del Sele, sia sulle zone costiere che nelle aree interne.

“Dopo il grande successo registrato nel 2010 – anticipa il sindaco Caporeale – la mostra sarà ancora più ricca ed interessante, a testimonianza dell’enorme patrimonio lasciatoci in eredità da questa popolazione che ha abitato la Basilicata prima dell’arrivo dei Greci, e che proprio nel nostro paese ha lasciato tracce di inestimabile valore, rinvenute nella ricchissima necropoli ai piedi del borgo. Sarà l’occasione per conoscere dal punto di vista storico e culturale Guardia Perticara, tra i borghi più belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club. Utilizzare contenitori storici per allestire iniziative culturali di altissimo profilo era e rimane il nostro obiettivo – dichiara il primo cittadino guardiese, Massimo Caporeale -, che ci consente di attirare tantissimi turisti, molti dei quali gravitano sulla costa ionica che da qui non è molto lontana. Certo, la stagione estiva facilita contatti e visite; la nostra prossima sfida si chiama destagionalizzazione, per cercare di innescare dinamiche turistiche anche nel resto dell’anno”. “Una sfida che la nostra comunità ha lanciato quest’anno – dichiara sempre il primo cittadino guardiese – ma che speriamo possa ripetersi in futuro. I lusinghieri risultati della mostra e l’interesse mediatico ci spingono a ribadire che attraverso il nostro passato possiamo costruire opportunità di tipo turistico e culturale che portino significative ricadute occupazionali ed economiche”. Un aiuto potrebbe arrivare dal “passaparola”, strumento importantissimo nel turismo, e ancora di più dagli incontri con personaggi della cultura e dello spettacolo che, arrivando a Guardia per la prima volta, restano incantati dallo scenario del borgo antico.

Il “paese delle case in pietra” è un nome che evoca civiltà antiche e fa pensare a un borgo medievale animato da dame e cavalieri d’altri tempi. Questa specie di secondo nome accompagna Guardia Perticara, situato ai confini tra Potenza e la Collina Materana. Il comune lucano, assieme ad Acerenza, Castelmezzano, Pietrapertosa e Venosa, fa parte dei “Borghi più belli d’Italia”: il club riunisce i paesi di particolare interesse storico e artistico al fine di salvaguardarli. Infatti, oltre a essere definibile come un monumento a cielo aperto, Guardia Perticara è il luogo dove sono stati ritrovati reperti archeologici risalenti al popolo degli Enotri tra l’ottavo e il quinto secolo a.C. Secondo gli autori greci, l’area occupata dagli Enotri andava dalla Calabria fino al Metapontino e la gente che vi era confluita proveniva dalla regione balcanica, da quella egea e dalla tirrenica. La necropoli ritrovata nel comune lucano offre uno spaccato sugli usi e costumi riguardo i riti funerari del tempo: i corredi ritrovati nelle tombe erano composti da gioielli femminili, da modellini zoomorfi e da vasi che richiamano da vicino i modelli greci. Le celebrazioni del simposio e del banchetto contaminano il rito enotrio, in quanto le brocche usate per il vino accompagnavano i defunti per renderli partecipi del banchetto con Dioniso. In tal modo giungevano alla salvezza eterna grazie all’ebbrezza.

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L’ingresso è gratuito, tutti i giorni, dalle 8.00 alle 20.00, con la possibilità di visite guidate grazie ai volontari delle Associazioni culturali del paese, che sono stati opportunamente formati da un’archeologa. Per completare la giornata, c’è la possibilità di una visita ad uno dei borghi più belli d’Italia, interamente in pietra a faccia vista. A Guardia Perticara sono state girate numerose scene del Film “Cristo si e’ Fermato a Eboli” di Francesco Rosi nel 1979.

Guardia Perticara (PZ)

Data Inizio:26 marzo 2013 Data Fine: 02 giugno 2013 Costo del biglietto: Gratuito Prenotazione: Nessuna Luogo: PALAZZO MONTANO Indirizzo: Viale Principe Umberto, 28 Città: Guardia Perticara Provincia: Potenza Regione: Basilicata Orari: dalle 8.00 alle 20.00 Telefono: 0971 964004 Fax: 0971 964003 E-mail: sba-bas@beniculturali.it Sito web: http://www.archeobasilicata.beniculturali.it

Dal 26 marzo al 02 giugno 2013