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L’ incidente Ferroviario di Baragiano (PZ) - 12 dicembre 1942

L’ incidente Ferroviario di Baragiano (PZ) - 12 dicembre 1942


Un disastro ferroviario ignorato


Il 12 dicembre 1942, un treno militare, proveniente da Piacenza, composto da una trentina di veicoli, giunse a Potenza, dopo un giorno di viaggio. A bordo c’erano giovani reclute, prevalentemente lombarde ed emiliane. Giunto in Basilicata, dopo la stazione di Tito, avvicinandosi alla stazione di Picerno, il treno cominciò a prendere velocità, a causa di un guasto, oppure di errori nella frenatura, o nelle verifiche (si ipotizzò anche il sabotaggio). L’impianto di frenatura iniziò a non funzionare adeguatamente proprio nel tratto di maggior pendenza dell’intera linea. Il personale si rese conto che il treno stava procedendo senza controllo e non c’era alcuna possibilità d’intervento: alcune carrozze non frenavano e le altre, a causa della disperata sollecitazione della frenatura, viaggiavano con le ruote bloccate in una nuvola di scintille. Il treno percorse una dozzina di chilometri a velocità sempre maggiore, ormai incontrollabile, in un crescendo di panico dei suoi occupanti. Per chi era a bordo furono momenti tremendi: il treno correva sempre di più e le scintille avevano iniziato a incendiare alcuni dei vagoni di legno. E non c’era niente da fare. La velocità era troppo elevata per saltare dal treno, in una zona per di più scoscesa. Il personale probabilmente comprese che a quella velocità non sarebbe stato possibile arrivare indenni al tratto pianeggiante. Bisognava predisporsi all’impatto. E pregare. Il treno transitò in velocità nella stazione di Picerno e nella fermata di Franciosa (senza che fosse possibile per il personale predisporre un itinerario sull’apposito binario di salvamento), superando miracolosamente il cambio di direzione in corrispondenza della Galleria Jura. Nei pressi di un casello ferroviario, al chilometro 138, in contrada Serra, il treno si spezzò in due parti. Tre carrozze si schiantarono contro alcune querce: ventinove morti e centocinquanta feriti. La parte del treno che proseguì la corsa fu fermata poco dopo la stazione di Baragiano-Ruoti. Erano le 17 circa. Mario Mussini, superstite, raccontò che il treno cominciò a prendere velocità, così, dall’interno, venne chiuso il portellone del carro. Per molti minuti, in un’atmosfera di terrore sempre più disperato, nella totale impotenza, i militari attesero il violento epilogo del loro viaggio, comprendendo, dagli scuotimenti sempre più forti e dalle scintille che si intravedevano tra gli interstizi del carro, che il treno prendeva sempre più velocità, senza che i tentativi di frenare avessero successo. Gli abitanti di Baragiano si prodigarono nei soccorsi immediati, anche se, secondo alcune fonti, non mancarono episodi di sciacallaggio. I militari morti, tutti di età compresa tra i 19 e i 23 anni, erano, salvo uno, del nord Italia. Come sarebbe accaduto dopo poco più di un anno per la sciagura ferroviaria di Balvano, sempre in provincia di Potenza, i militari non ebbero neanche la possibilità di essere salutati dai loro cari con un funerale nei luoghi d’origine. Né i giornali si occuparono dell’incidente. Il 14 dicembre, dopo una solenne cerimonia funebre, i corpi delle vittime furono inumati nel cimitero di Potenza, dal quale furono traslati nei luoghi d’origine, durante e dopo la guerra.

"Ai soldati periti nell’incidente ferroviario di Baragiano (Pz)" - Lapide commemorativa nella stazione ferroviaria di Baragiano.

Iscrizione:

BARAGIANO RESTITUISCE IL RICORDO AI SOLDATI PERITI NEL DERAGLIAMENTO DELLA TRADOTTA MILITARE DEL 12 DICEMBRE 1942 -

seguono i cognomi dei militari con le città di provenienza -

12 DICEMBRE 2002 - COMUNE DI BARAGIANO


In occasione del sessantesimo anniversario del deragliamento di una tradotta militare avvenuto il 12 dicembre 1942 nei pressi di Baragiano di Potenza, l’Amministrazione comunale e i cittadini di Baragiano vollero rievocare la sciagura con l’apposizione di una lapide nella stazione ferroviaria. Alla commemorazione, dal significativo titolo "Perchè i posteri non dimentichino", furono invitati: l’arcivescovo di Potenza Agostino Superbo per celebrare la messa, rappresentanti delle Forze Armate, di Trenitalia, i familiari dei militari deceduti e i superstiti della sciagura. La lapide fu quindi svelata con tutti gli onori civili e militari. L’Amministrazione comunale volle rievocare la sciagura per perpetuare la riconoscenza e la solidarietà dei cittadini nei confronti di queste giovani vittime della guerra, morte senza nemmeno aver raggiunto il fronte. Sulla lapide sono incisi i nomi e le città di provenienza dei ventinove militari deceduti nell’incidente (altri centocinquanta soldati rimasero gravemente feriti). Tra quelle vittime vi erano due militari di Cinisello Balsamo: Dante Bonanomi e Luigi Sattin, anche se nella lapide Dante Bonanomi viene erroneamente indicato come proveniente da Milano.


Dante Bonanomi


Nacque a Lomagna (Lecco) il 19 febbraio 1923. Celibe, prima della chiamata alle armi faceva il panettiere. Arruolato nell’Esercito, fu assegnato al 65° Reggimento Fanteria. Venne in seguito trasferito al 101° Reggimento di Fanteria di Marcia nel costituendo 12° Battaglione di Marcia. Morì in seguito a un disastro ferroviario a Baragiano, in provincia di Potenza, il 12 dicembre 1942. Assieme a lui perì anche un altro cittadino di Cinisello, Luigi Sattin. Venne sepolto a Potenza e traslato in un secondo momento al cimitero di Cinisello. Fu riconosciuto ai familiari il trattamento di presenti alle bandiere, ossia venne considerato nella posizione di marcia contro il nemico, poiché il treno era diretto ad un porto d’imbarco con destinazione Africa Settentrionale. Il suo nome compare: sulla lapide commemorativa Ai caduti della seconda guerra mondiale sita nell’atrio del Palazzo comunale in piazza Confalonieri 5; sulla lapide commemorativa Ai soldati periti nell’incidente ferroviario di Baragiano (Pz) sita nella stazione di Baragiano (Pz).


Sattin Luigi


Nacque ad Anguillara Veneta (Padova) il 4 gennaio 1923 da Attilio Sattin e Noemi Bertocco. Era un ragazzo di statura media con i capelli castani lisci. Residente a Cinisello Balsamo in via Trieste 6, frequentò la scuola fino alla prima classe del corso professionale. Era meccanico tornitore prima della chiamata alle armi. Arruolato nell’Esercito con la matricola 29611, fu assegnato nel settembre 1942 dapprima al 65° Reggimento Fanteria e in seguito al 101° Reggimento Fanteria di Marcia. Morì in seguito a un disastro ferroviario a Baragiano, in provincia di Potenza, il 12 dicembre 1942. Assieme a lui perì anche un altro cittadino di Cinisello, Dante Bonanomi. Venne sepolto a Potenza e traslato in un secondo momento al cimitero di Cinisello. Fu riconosciuto ai familiari il trattamento di presenti alle bandiere, ossia venne considerato nella posizione di marcia contro il nemico, poiché il treno era diretto a un porto d’imbarco con destinazione Africa Settentrionale. Il suo nome compare: sulla lapide Ai caduti della seconda guerra mondiale sita nell’atrio del Palazzo comunale in piazza Confalonieri 5; sulla lapide commemorativa Ai soldati periti nell’incidente ferroviario di Baragiano (Pz) sita nella stazione di Baragiano (Pz).