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La Lucania

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Accettura (MT)

Accettura: Superficie: 90,37 km². Densità: 21,52 ab./km². Cod. postale: 75011. Prefisso: 0835. Cl. sismica: zona 2 (sismicità media). Nome abitanti: accetturesi. Patrono: san Giuliano di Sora. Giorno festivo: 27 gennaio. Accettura è un comune italiano di 1.945 abitanti (31.12.2012) della provincia di Matera in Basilicata. È sede del Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane. Accettura è nota a livello internazionale, soprattutto in Germania (grazie alla massiccia propaganda fatta all'estero dagli emigranti originari del paese stesso e ad esso ed alle sue tradizioni rimasti legatissimi) per la Festa del Maggio di Accettura che vi si svolge ogni anno tra il giorno della Pentecoste ed il martedì successivo. Sorge a 770 m s.l.m. nella parte centro-occidentale della provincia al confine con la parte centro-orientale della provincia di Potenza. Il territorio è per metà ricoperto da boschi e pascoli. Intorno al paese si trovano i monti Manche, Gallipoli, Montepiano, Vallefredda e Tempacortaglie. Confina a nord con i comuni di Calciano (19 km) e Campomaggiore (PZ) (27 km), ad est Oliveto Lucano (12 km) e San Mauro Forte (14 km), a sud con Cirigliano (17 km) e Stigliano (18 km), e ad ovest con Pietrapertosa (PZ) (18 km). Fa parte della Comunità montana Collina Materana. Dista 72 km da Matera e 52 km dal capoluogo di regione Potenza. Le origini di Accettura risalgono al periodo della Magna Grecia, quando veniva chiamata Acceptura. Nell'Alto Medioevo, sorse un primo nucleo abitativo in un'area denominata Raja, probabilmente costituito da persone provenienti da Gallipoli, Costa di Raja e un centro fortificato in zona Croccia-Cognato. Ancora oggi si osservano resti di una fortificazione a pianta quadrata attorniata da villaggi. La prima citazione ufficiale si ha in una bolla di Papa Niccolò II del 1060, inviata alla curia vescovile di Tricarico: nel documento si fa riferimento al paese di Achitorem. Intorno al 1150 divenne feudo della contea di Montescaglioso. Nel 1272, il paese venne completamente distrutto da un incendio. Poco tempo dopo, Carlo I d'Angiò ne ordinò la ricostruzione. Nella sua storia, Accettura fu proprietà di diverse famiglie: i Bazzano, i Della Marra, i Ponsiaco, i Carafa, i Colonna e gli Spinelli (che la tennero fino alla fine del XIX secolo).
1861 - Brigantaggio

Il 12 novembre, dopo aver preso Cirigliano, le bande di Carmine Crocco, e di José Borjès mossero verso il paese di Gorgoglione, occupato senza incontrare resistenza. Ad Accettura, ben accolto dal clero e dalla popolazione, il Borjès fatte accampare le proprie truppe fu informato sulla presenza nelle vicinanze di reparti di Milizia mobile e di truppa. Tenuto consiglio tra i capi prevalse l’idea di non accettare il combattimento perciò, pratici dei luoghi, i “briganti” riuscirono a svincolarsi dirigendosi su Garaguso, che raggiunsero il 13 novembre. Le origini del nome: il termine, secondo alcuni, deriva dal tema della parola acceptor, che, nel basso latino è lo sparviero (accipiter); per altri potrebbe derivare dalla parola latina acceptator,cioè che accetta; per altri ancora deriverebbe dal simbolo del paese, formato da due accette: accepta-aurea, acceptura quindi Accettura o ancora dal latino accepta (piccolo appezzamento di terra).
Monumenti e luoghi di interesse

Architetture religiose:

Chiesa dell'Annunziata - Chiesa di stile barocco, ricostruita su un edificio preesistente. Al suo interno, sono conservate una statua lignea della Madonna con Gesù del XVI secolo circa ed una tela, dello stesso periodo, che raffigura lo stesso soggetto a parti invertite. Di interesse anche la bifora della chiesa, risalente al XIV secolo. Chiesa Madre di S. Nicola - Precedente al XVI secolo, ha subito numerose ristrutturazioni. Di particolare interesse la campana fusa nel 1611 da Gaspare di Missanello, il crocifisso ligneo (XV secolo), le statue lignee di Sant'Antonio abate (XVI secolo), San Giuliano, Santa Filomena e San Pasquale (metà XVIII secolo) ed una tela di Maria Maddalena, delle tre Marie e di San Giovanni ai piedi della croce (sempre metà XVIII secolo). Chiesa di S. Antonio - In precedenza fu un convento fondato dai Frati Minori Conventuali nel 1595 e soppresso nel 1809. Sono conservate una Pala sull'altare maggiore raffigurante l'Incoronazione della Vergine con Santi ed alcune tele del XVII secolo, attribuite ad un discepolo del Pietrafesa. Cappella dei Santi Giovanni e Paolo, in località Valdienna. Cappella di Santa Maria dei fiori o d'Ermoli - Risalente al XVIII secolo, in località Ermoli. Chiesa di S. Chiara di Gallipoli - Vi si conservano dipinti di autori ignoti risalenti alla fine del XVI secolo.
Architetture civili:
Palazzi nobiliari delle famiglie Amodio, Spagna e Nota. Fontana Francesca - Località in cui si scontrarono briganti e Guardia Nazionale il 7 agosto 1862, presso il Bosco di Montepiano. Masseria Spagna e Masseria De Luca - Masserie fortificate del XVIII secolo.
Aree naturali:

Bosco Comunale di Montepiano. Questo Bosco si estende sul territorio di quattro Comuni: Accettura, Cirigliano, Stigliano e Pietrapertosa. Al suo interno sono stati individuati numerosi resti di fortificazioni, presso cui sono state rinvenute alcune terrecotte votive del IV-III secolo a.C. Foresta di Gallipoli-Cognato. All'interno dell'omonima Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane (dove è possibile osservare daini e cervi confinati in recinti faunistici) si trova l'area archeologica di Monte Croccia, in cui sono conservati resti di mura risalenti al VI e VII secolo a.C. Serra Rosa. Vi si trovano ruderi di un castello e di altri edifici medievali. Ad Accettura si trova il Museo dei culti arborei, struttura che ospita una mostra di quadri, collezioni di fotografie e video della festa del maggio, ed utensili tipici della civiltà contadina e dei lavori forestali. Il museo offre testi ed informazioni relative ai riti antropologici e sociali ed alle antiche tradizioni legate ai culti arborei tipici di quest'area.
Cinema: Accettura è stata scelta come ambientazione del film Non si sevizia un paperino (1972), diretto da Lucio Fulci.
Persone legate ad Accettura: Pasquale Amodio, avvocato e patriota. Sebastiano Paradiso, pittore e scultore. Concetta Carestia Lanciaux, manager del gruppo Lvmh e presidente per l'Italia del complesso industriale del lusso di Bernard Arnault. Egidio Digilio, politico
Eventi: Festa di San Giuliano (27 gennaio) - Processione della statua del Santo, preceduta dalle confraternite e dallo stendardo. Festa dell'Annunziata (25 marzo) - Processione della statua della Madonna, preceduta dalle confraternite. Riti della Settimana Santa - Processione della statua della Madonna addolorata e di Gesù morto e rappresentazione della Via Crucis. Festa della Madonna di Ermoli o dei Fiori (prima domenica di maggio e seconda domenica di settembre) - La statua della Madonna, posta sulla sedia e decorata con fiori campestri, viene portata in processione dal paese alla Cappella di Santa Maria. Festa di San Rocco Popolare (16 agosto) - Processione della statua grande del santo. Festa di San Rocco di Spagna (ultima domenica di settembre). Festa di Santa Lucia (13 dicembre).

La festa del maggio di Accettura

La festa del maggio di Accettura è dedicata al patrono della città San Giuliano ed ha inizio la domenica di Pentecoste. Si tratta di un antichissimo rito propiziatorio e nuziale, vera e propria rappresentazione dei tradizionali culti arborei; la festa inoltre è ricca di aspetti antropologici, sociologici e religiosi. Le celebrazioni hanno un prologo nel giorno dell'Ascensione, quando due gruppi di accetturesi si dirigono rispettivamente alla Foresta di Gallipoli-Cognato per tagliare un agrifoglio, la cosiddetta Cima, ed al Bosco di Montepiano per tagliare un cerro, il Maggio. Entrambi gli alberi vengono scelti ogni anno nella prima e nella seconda domenica dopo Pasqua tra quelli più grandi, più sani e più dritti presenti nei due boschi. Nel giorno di Pentecoste la cima viene trasportata a spalla da gruppi di giovani verso il paese lungo un percorso di quasi 15 km ed il maggio, sfrondato dei rami, è trainato in paese da cinquanta coppie di buoi di razza podolica; entrambi i cortei sono effettuati al ritmo di canti e balli sfrenati. Il martedì successivo la cima viene lavorata e innestata sul maggio ed insieme vengono innalzati nella piazza centrale del paese (Largo San Vito) al cospetto della statua di San Giuliano portata successivamente in processione, a simboleggiare una sorta di matrimonio tra gli alberi, rito propiziatorio di fertilità e di buoni raccolti. Seguono festeggiamenti e prove di abilità come il tiro al bersaglio sulle targhette appese ai rami che simboleggiano un animale e se colpite, quando è "buttato" giù il maggio viene ritirato il premio, cioè l'animale raffigurato sulla targhetta; infine vi è la scalata del maggio fatta da professionisti.

Economia: l'economia è legata soprattutto alla zootecnia e alle colture cerealicole (che interessano il 73% del territorio coltivato). Viene coltivata anche una radice, il rafano (unico in tutta Italia) della famiglia delle crocifere. Con esso vengono fatte delle frittelle mangiate soprattutto in inverno. Il settore industriale è composto prevalentemente da imprese edili o da industrie manifatturiere a carattere artigiano. Presenti anche aziende alimentari e meccaniche. Più sviluppato il terziario, che si fonda soprattutto sulla vendita al dettaglio di mobili o di prodotti alimentari. Il turismo, che si basa sulle tradizioni locali e sulle radici medievali del paese, non è molto sviluppato, essendo collegato quasi esclusivamente all'evento a cadenza annuale della Festa del maggio. Proprio per tale motivo, infatti, si contano numerose, rispetto al numero degli abitanti, le strutture ricettive. Anche la ristorazione è un settore piuttosto affermato e si contano diverse strutture, per lo più a gestione famigliare. Tale tipo di attività muove un turismo a carattere più locale, costituito da numerose comitive attirate dalla fama di alcuni ristoranti molto apprezzati non solo nei paesi limitrofi, ma anche nelle regioni vicine, e provenienti - quindi - soprattutto dalla Puglia ed in particolare dalla provincia di Bari. Tipica della zona è la produzione di mattoni e tegole, prodotte secondo tradizione in una vecchia fornace.

Storia di Accettura

Il territorio di ACCETTURA è ricco di monumenti che ne testimoniano l’antichità. In località Tempa Cortaglia sono visibili i resti di una cinta muraria lunga circa 800 metri. Altri imponenti avanzi di mura risalenti ai V / VI secolo a.C. si ammirano nella foresta di Croccia-Cognato. A sud del centro abitato, a Costa di Raja, si notano i resti di un agglomerato urbano, denominato Raja. Sia, dunque, gli avanzi di Costa di raja che le cinte murarie di Tempa Cortaglia e Croccia-Cognato inducono a pensare che il territorio di Accettura fosse anticamente popolato. Il viaggiatore napoletano Cesare Malpica, in Basilicata-Impressioni, riferisce che “. . . intorno all’antichità di Accettura disputarono Cluverio, Wesselingio ed Olstenio per sapere se fosse l’antica Acidios dell’itinerario di Antonino, ovvero l’Aciri o l’Acri”. Giacomo Racioppi ritiene che la fondazione di Accettura debba collocarsi tra il VI ed il X secolo. Acceptor, sparviero nel basso latino, è il tema della denominazione Accettura. I luoghi che prendono nome dagli animali utilizzati nell’attività venatoria del “signore” sono frequenti, argomenta Racioppi. Le origini di Acceptora, ossia zona ricca di sparvieri, sarebbero simili a quelle di Lupara (CB), Cervicara (AV), Orsara (FG), Falconara (AN, CS, ME). Acceptora è un’altra probabile forma originaria della parola. In questo caso indicherebbe una località in cui si custodiscono e si educano gli sparvieri. Lo stesso Racioppi avanza un’altra ipotesi intorno al significato di Accettura. Nella terminologia degli scrittori agrari latini, sostiene l’erudito Basilicatese, le "acceptae" erano quote di terra assegnate ai coloni ed ai soldati. L’insieme di appezzamenti da assegnare era probabilmente detto acceptura. In molti casi il suffisso "ura" conferisce particolari significati alla parola cui si aggiunge. In questo caso acceptura equivarrebbe ad un insieme di terre da ripartire in quote. Sempre Racioppi, opina che Accettura potrebbe derivare dall’aggettivo greco “spinoso”. E’ un’ipotesi confortata da toponomie identiche, come Spinoso (PZ) e la località Spineta in agro di Accettura. Il 1060 Accettura già esisteva, perché in una bolla di quell’anno in favore del Vescovo di Tricarico, Arnaldo, è denominata Achitorem. In una bolla del 1183 al vescovo Roberto sono confermati chiese e paesi della giurisdizione diocesale di Tricarico, tra cui Accettura, detta Lacertorium. Intorno al 1150 Accettura è un feudo importante. Nel catalogo dei baroni, compilato tra il 1115 ed il 1168 si legge che “. . . Guaimario di Capaccio possiede il suddetto casale di Accettura, che come dichiarato da Ruggero Budone è un feudo obbligato al sostentamento di un soldato e mezzo, e con l’aggiornamento a due” (Guaimarius CapuaciJ tenet de prodicto comite Acceptorem, quod sicut dixit Rogerius Budonus est feudum i militis ed dimidij et cum augmento optuilt militis II). Accettura apprteneva alla contea di Montescaglioso e Guaimario di Capaccio ne era il suffeudatario. Dopo il 1160 Accettura venne il possesso della famiglia Bazzano, che perse il feudo con l’assunzione al trono di Manfredi. Americida Bazzano fu reintegrata nel possesso dei “castrum Tricarici et casale Accepture” da Carlo D’angiò. Successicamente il casale di Accettura passò nei possedimenti di Bernardo di Sangiorgio, barone di Deliceto e Rodi. Carlo III° lo Zoppo, in seguito, assegnò Accettura e Rodi a Giovanni Pipino di Barletta. Angela Pipino, sposa di Nicolò della Marra e sorella di Giovanni, ebbe in dote Accettura. Per la sterilità di Angela Pipino ed in seguito alla morte di Nicolò della Marra, il casale divenne possesso della regina Margherita, che l’assegnò a Beatrice di Ponsiaco. Eligio della Marra, nipote di Nicolò, mosse lite alla corte regia e fu reintegrato nella proprietà. L’anno 1517, morto Eligio, Accettura fu concessa in dote a Isabella della Marra, sposa di Luigi Carafa. Per eredità il casale entrò nell’asse patrimoniale del Carafa, propriamente di Anna, moglie di don Ramiro de Guzman, vicerè di Napoli. Morto quest’ultimo senza eredi, il feudo fu assegnato dalla corte regia a Giacomo Colonna, marito di Vittoria Barile. Il 1696 Accettura apparteneva a Giuseppe Colonna Barile, il 1740 a Filippo Colonna ed il 1761 a Giustiniana Colonna, imparentata con la famiglia Ruffo. Morta Giustiniana, il 1779 Accettura diventò feudo di Giuseppe Ruffo. Non avendo quest’ultimo eredi, Accettura pervenne alla famiglia Spinelli, tramite Silvia Barile, sposa di Tommaso Spinelli, marchese di Fuscaldo, duca di Calvano ed ultimo feudatario di Accettura.





Reportage. Il Maggio di Accettura (2014)



Il Maggio e la Cima - la festa del Maggio di Accettura (Video di Giovanni Lancellotti)



Video San Giuliano Martire Accettura - La festa del Maggio



Sintesi della diretta del maggio di Accettura edizione 2012. Il programma è stato condotto da Stefania Novembre