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La Lucania

Andrea Petroni

Andrea Petroni (Venosa, 8 luglio 1863 - Roma 1943 ) è stato un pittore e decoratore lucano.

 

Come altri artisti lucani, Andrea Petroni potè studiare pittura all'Istituto delle Belle Arti di Napoli, grazie alle pensioni che la Provincia di Basilicata con molta lungimiranza elargiva ai giovani di famiglie poco abbienti, che manifestavano particolari doti di intelligenza e volontà. Nato a Venosa l'8 luglio 1863, dopo le scuole elementari inizia a lavorare come copista nell'Ufficio del Registro della sua città. Notato per le sue capacità grafiche di 'schizzare dal vero', ottiene un sussidio, allora chiamato "la pensione" (cioe' una borsa di studio) e si trasferisce a Napoli, col desiderio di seguire le lezioni di Domenico Morelli. I giovani artisti lucani avevano sempre come necessario riferimento per la loro formazione Napoli e la sua scuola di pittura. Tali artisti sono stati sempre considerati minori napoletani e non maggiori lucani. A Napoli potevano imparare dai migliori maestri napoletani. A Napoli frequentò per breve tempo l’Accademia di Belle Arti. Formatosi alla scuola dell' Accademico Domenico Morelli, esordì alla Promotrice partenopea di Belle Arti “Salvator Rosa” del 1884, presentando "Luigi La Vista morto sulle barricate del 1848 a Napoli", "Sorriso", "Rosario", "Nemmen la mamma!". Sbalordisce nel campo della ritrattistica con "Vorrei...", "Le orfane", "La mia modella", "Ritratto di signora", "Istruzione obbligatoria", sviluppando autonomamente l'attenzione per la «pittura di storia» e il verismo sociale e approfondendo le proprie ricerche artistiche sulla luce e sul tonalismo. Scelte iconografiche orientate in prevalenza verso soggetti legati alla terra d’origine (Basilicata, 1903, Roma, collezione del Quirinale) e alla sua gente, costituirono il filone principale della produzione dell'artista, del quale comparvero numerose opere alle manifestazioni della Promotrice di Napoli negli anni fra il 1885 e il 1912. Particolarmente evidenti nelle opere paesaggistiche dedicate alla Basilicata furono: "Ritratto della madre", "Impressione in Basilicata", "Atellana", "Nel bosco di San Cataldo", "presso Avigliano", "Agosto in Basilicata", "Il ritorno", "Studio di donna", "Impressioni presso Stigliano". Tradizioni lucane rivivono in opere come il “Funerale in Basilicata” e in “Riposo nella Val d'Agri”. Espose anche a Firenze con "Istruzione obbligatoria" dipinto esposto alla Festa dell'Arte e Carità del 1896-1897, tenutasi a Firenze. Dipinto esposto anche a Milano nel 1897. Mostra poi un certo interesse per il Novecento, riscontrabile nel bozzetto per il Cartellone per l’Esposizione di Igiene del 1900 (L. LUCILIO, Pittori e illustratori: Andrea Petroni, «Natura ed arte», 1904-1905, pp. 153-160). Sulla fine del secolo partecipa alla decorazione del caffè Gambrinus a Napoli con un pastello di grandi dimensioni. Nel 1905, insieme ad altri artisti napoletani è escluso dalla VI Mostra Internazionale di Venezia. Trasferitosi a Roma, dal 1914 al 1918 è impegnato nell’esecuzione degli affreschi del “Parlamentino” o “Sala dei Consigli Superiori” del palazzo dell’Agricoltura; in questa occasione entra in contatto con affermati artisti italiani di diversi settori, tra cui Cambellotti. Affreschi realizzati con il ciclo: "Il seminatore", "Carbone Bianco", "La vendemmia", "Pastorizia", "Arance", "Pesca", "La raccolta delle olive", in cui sperimenta il recupero di tecniche antiche. Le decorazioni procurarono all’artista i complimenti di Gabriele D’Annunzio. Nel 1928 gli fu commissionata la decorazione per l'Aula Magna dell'Istituto Superiore delle Scienze Economiche e Commerciali, dove l'artista eseguì dei grandi dipinti dal titolo "Scienze, Vita, Politica". La copertina del numero della rivista*: "La Basilicata nel mondo" del 1924, relativa ai mesi di settembre-ottobre riproduce un'opera di Petroni, che ritrae una giovane contadina lucana. La donna, inserita all'interno di una cornice composta da rami intrecciati di querce culminanti in un'arco decorato da ghiande e foglie, si presenta a figura intera e a piedi nudi. Ha il capo ricoperto da un fazzoletto e indossa un vestito che scende a pieghe, decorato sul petto da una fascia dorata e da una più ampia che ne adorna la veste. A braccia aperte e sollevate la contadina regge fra le mani un serto di pannocchie che forma una sorta di collana attorno alla sua figura. Con lo sguardo dimesso e profondo sembra richiamare l'attenzione di quanti intendono comperare i prodotti dell'aspra e montuosa terra lucana. All'epoca il sessantunenne Andrea Petroni viveva già da diverso tempo a Roma, dopo essersi formato e aver vissuto a Napoli sino al 1911. Divenuto un affermato artista espose in numerosi centri italiani ed esteri: Milano (1906), Bucarest (1907), Buenos Aires (1910), IX Biennale di Venezia e nella città partenopea (1911). A Napoli il pittore venosino ebbe modo di conoscere e frequentare Giustino Fortunato, che esercitò una notevole influenza sulla sua poetica pittorica, attenta ad una visione verista e umanitaria. Nel corso di un suo soggiorno in Lucania (1913), Petroni ebbe modo di rappresentare e raccontare con tragico realismo una regione popolata da vagabondi, ciechi, fanciulli a piedi nudi, ma che regalava anche suggestive impressioni, come quelle dipinte presso Stigliano. Diversi studi di figure contadine precedettero la tela ad olio, "Riposo nella Val d'Agri", esposta e al Circolo Artistico di Napoli nel 1904 e dedicata a Zanardelli, che aveva percorso quelle terre durante il suo viaggio in Basilicata. L'opera dipinta dall'artista venosino nel 1903, venne da lui stesso riprodotta trent'anni dopo. È quest'ultima copia che si conserva nella Pinacoteca Provinciale di Potenza. In primo piano, lungo i bordi di un sentiero di campagna che prospetta sulla valle, siede un contadino su un masso, per la pausa del pranzo. Con sguardo pensieroso e rivolto altrove, spezza tra le mani un pezzo di pane, attirando l'attenzione, più che sulla sua figura, sull'aridità della terra da lui lavorata, rispetto alle possibili coltivazioni lungo la valle dell'Agri, dove il fumo delle capanne segnala la presenza di altri contadini. Sullo sfondo del dipinto l'ampio letto del fiume Agri fornisce una larga panoramica di quella vallata e dei dossi collinari e montuosi che ne contornano il bacino idrografico. La realtà della terra lucana era già ben presente nelle opere del giovane Petroni. Così una piccola tela del Municipio di Venosa ritrae l'interno di un casa contadina. Una giovane donna nel quadro intitolato "Preghiera al tramonto", conservato anche questo a Venosa, svela la capacità dell'autore di dare espressione intima e profonda alle figure. La sua vena evocativa lo porta inoltre a dipingere la tela dedicata a "Luigi La Vista morto sulle barricate" della rivoluzione napoletana del 1848. Al ritratto del venosino Giovanni Ninni, segue un piccolo ciclo di ritratti di personaggi illustri della Basilicata: dal poeta latino Orazio, al giurista e patriota Mario Pagano, al patriota Luigi La Vista, al poeta Nicola Sole. Prima ancora aveva esposto a Milano altri dipinti raffiguranti un "Contadino di Avigliano", dei "Contadini di Lagonegro" e "Impressione di Basilicata". Nel 1906 partecipa ad una mostra a Buenos Aires con "La festa di Pierno in Basilicata". A Budapest aveva esposto un "Funerale in Basilicata". All'esposizione internazionale della IX Biennale di Venezia nel 1910 si presenta con "Magna Grecia" e "Dove fu Eraclea", quadro acquistato dalla Regina Margherita. Nel 1911, espone per l'ultima volta a Napoli alla 'Salvator Rosa', con due ulteriori opere sulla Basilicata "Nel bosco di San Cataldo" e "Tra Accettura e Stigliano", acquistate da Giustino Fortunato. Il secondo quadro che Petroni realizza per illustrare la copertina della rivista "La Basilicata nel mondo"di luglio- agosto-settembre del 1925, fascicolo dedicato ai caduti della regione, raffigura una donna all'interno di un tondo, contornato da arbusti di alloro. In ginocchio con le mani intrecciate e strette tra le gambe, la madre piange i figli caduti nel primo conflitto mondiale. Ruotando la testa verso sinistra, volge lo sguardo a terra o forse altrove, con le vesti intrise di rosso vermiglio e le braccia ferite. Fu quella copertina a corredare il numero del periodico inviato al re Vittorio Emanuele III, che accompagnato dal figlio, principe di Piemonte (il futuro Umberto II), fu a Potenza il 30 agosto 1925 per inaugurare il monumento ai caduti e l'inizio dei lavori per la realizzazione dell'Acquedotto del Basento.
A Roma visse per oltre trent'anni e qui mori' nel 1943.




Gli affreschi del “Parlamentino” o “Sala dei Consigli Superiori” o "Sala Cavour" del palazzo dell’Agricoltura a Roma, sede del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Decorazioni realizzate dal pittore lucano Andrea Petroni, fra il 1914 e il 1918, con un ciclo di pitture dedicate ad aspetti e attivita' del mondo agricolo.


I lavori di decorazione interna furono senz’altro conclusi entro il 1927, poiché la sede viene inaugurata nei primi giorni dell'anno successivo. Nel gennaio 1928, infatti, sono invitati ufficialmente Sua Maesta' il Re e Sua Eccellenza il capo del governo alla cerimonia di inaugurazione della nuova sede dell’Istituto, che avrà luogo il 19 gennaio alle ore 10.45. Giacomo Acerbo, sottosegretario di stato alla Presidenza del Consiglio e professore del Regio Istituto, si preoccupa personalmente della partecipazione delle alte personalità, definendo la nuova sede, in un telegramma del 13 gennaio,“una delle maggiori opere del genere compiute dal Governo Fascista” Tutta la fascia superiore, la fascia figurata corre lungo tutto il perimetro della sala e i due soffitti, è decorata dalle tele del pittore lucano Andrea Petroni fra il 1914 e il 1918, che al suo secondo incarico di vasto respiro, sembra abbandonare il romanticismo proprio della scuola napoletana di fine Ottocento, in cui si è formato, a favore di uno stile più retorico, permeato dell'esperienza grafica degli anni Venti.
Storia del Parlamentino
Dopo la primitiva collocazione nel Palazzo della Stamperia al Tritone, già residenza di Donna Olimpia Pamphilj, fra il 1910 e il 1914 fu costruita la nuova sede del Palazzo dell’Agricoltura presso Largo S. Susanna, su un’area demaniale fino allora verde, annessa al Convento di S. Maria della Vittoria. L’incarico dell’esecuzione del progetto, e della direzione dei lavori, fu affidato all’ingegner Giuseppe Canonica del Genio Civile. La realizzazione del Palazzo si inquadra nella grande urgenza di trasferire la capitale, e gli uffici e il personale relativo, da Firenze a Roma. Già dal 1871 era iniziato un rapido processo di erosione del verde urbano per far spazio alle nuove costruzioni; era iniziata la speculazione edilizia e si era avuto un vertiginoso aumento dei prezzi dei terreni. In breve tempo furono lottizzate e scomparvero magnifiche aree verdi quali Villa Massimo, gli Orti Sallustiani, Villa Bonaparte e Villa Ludovisi. La mancanza di documenti rende difficile definire i criteri secondo i quali i vari artisti furono chiamati alla decorazione interna del Palazzo dell’Agricoltura; non risulta che sia stato bandito alcun concorso né che alcuna commissione abbia provveduto ad assegnare incarichi. Al pittore lucano Andrea Petroni (Venosa 1863 – Roma 1943) fu affidata la decorazione della sala più importante: il Parlamentino o Sala dei Consigli Superiori, a forma di emiciclo e con seggi. L’origine lucana del ministro Francesco Saverio Nitti spiega forse le ragioni dell’incarico. Sulla parete semicircolare, anziché rappresentare l’allegoria delle regioni italiane con i loro prodotti caratteristici, Petroni dipinse una lunga fascia raffigurante una teoria di fanciulle danzanti, su ghirlande di frutta, legate da festoni floreali. Il tema della danza connesso alla figura femminile, uno dei più diffusi nella decorazione Liberty, è qui ripreso da Petroni per le qualità di ritmica sequenza nello spazio e per le possibilità di sottolineare il tema floreale, trama di cadenze di pura evidenza grafica che annulla ogni questione di profondità e chiaroscuro. Questo assunto stilitico fu però abbandonato nella decorazione del soffitto: qui Petroni, forse intimidito dalla posizione dell’affresco, rinunciò a ogni riduzione in chiave decorativa per trattare il tema della semina con una contaminazione fra simbolismo e naturalismo. Su una lunghissima prospettiva, sconfinante verso l’orizzonte, avanza eroicamente in solitudine la figura del seminatore, dal gesto largo e antico. Affreschi realizzati con il ciclo: "Il seminatore", "Carbone Bianco", "La vendemmia", "Pastorizia", "Arance", "Pesca", "La raccolta delle olive", in cui sperimenta il recupero di tecniche antiche.



Istituzioni ed enti che conservano opere di Andrea Petroni:


Pinacoteca provinciale di Potenza

- "Ritratto di Luigi La Vista", (tela/ pittura a olio,creata tra il 1900 e il 1910, diametro 102 cm)
- "Ritratto di Orazio Flacco", (tela/ pittura a olio,creata tra il 1900 e il 1910, diametro 102 cm)
- "Ritratto di Nicola Sole", (tela/ pittura a olio,creata tra il 1900 e il 1910, diametro 102 cm)
- "Riposo nella Valle dell'Agri", datato 1933, (olio su tela, 88 x 148 cm.)

Pinacoteca provinciale di Potenza, Palazzo della Prefettura. via Lazio 18, Piazza Pagano Mario, 85100 Potenza (PZ). Aperta dal martedì alla domenica compresi i festivi dalle ore 9 alle 13. Il martedì e giovedì anche il pomeriggio dalle 16 alle 19. Chiuso il lunedì. Ingresso libero. Informazioni: Tel. 0971 417111


Casa Museo "Domenico Aiello", Moliterno (PZ)

- "Corsa di bimbi al tramonto" o "Sul Vomero", 1909 (Olio su tela, cm 35 x 50)
- "Randagi", (cm. 15 x 22, Lithografia da L'Illustrazione Italiana, 1891)
- "Riposo nella Valle dell'Agri", (cm. 21 x 12, Lithografia da L'Illustrazione Italiana, 1891)
- "La mia modella", (cm. 19 x 30, Lithografia da L'Illustrazione Italiana, 1891)

Casa Museo Domenico Aiello, Via Arcivescovo Dimaria, 85047 Moliterno, provincia di Potenza Orari di Apertura: Mattino 10,30 / 12,30 Pomeriggio 17,30 / 19,30 E-mail: direzione@domenicoaiellocasamuseo.it - Pagina Facebook: Domenico Aiello Casa Museo. Informazioni: Direttore Dicillo Pasquale +39 339 5725077


Venosa (PZ); Pinacoteca Comunale.

- "Paesaggio marino con barca a vela", (tela/ pittura a olio, 81 x 56.5 cm., data di creazione: 1885)
- "Processione". (tela/ pittura a olio, 75 x 40.5 cm., data di creazione: 1886)
- "Ritratto di donna", tela/ pittura a olio, 73 x 41 cm., data di creazione: 1889, Donna raffigurata a mezzo busto su un fondo grigio azzurrino; indossa un lungo scialle azzurro a fiori con bordi frangiati; la collo nastro rosa annodato.)
- "Ritratto di donna", (tela/ pittura a olio, 73 x 41 cm., data di creazione: 1889, su uno sfondo giallino, avvolta da un ampio velo bianco che le nasconde tutto il busto, è rappresentata una giovane donna con i capelli biondi a riccioli.)
- "Ritratto di bambina", (tela/ pittura a olio, 31 x 29 cm., data di creazione: 1890 - 1899, La piccola e sorridente bambina è rappresentata a mezzo busto col capo adagiato su un cuscino giallo, e indossa un vestitino rosa.)
Venosa (PZ); Pinacoteca Comunale.Palazzo Calvino/Palazzo Comunale, piazza Municipio, Via V. Emanuele II.


Palazzo dell’Agricoltura a Roma

- Gli affreschi del “Parlamentino” o “Sala dei Consigli Superiori” o "Sala Cavour", decorazioni realizzati con il ciclo: "Il seminatore", "Carbone Bianco", "La vendemmia", "Pastorizia", "Arance", "Pesca", "La raccolta delle olive".
(Ministero dell’Agricoltura, via XX Settembre n. 20, Roma, Sala dei Consigli Superiori o Parlamentino del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, non visitabile).



*Tra gli artisti che illustrarono con le loro opere pittoriche la rivista "La Basilicata nel mondo", pubblicata dal 1924 al 1927 presso la tipografia Giannini di Napoli, si annovera anche Andrea Petroni.